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Multa Ue di 80 milioni per le discariche

di Giulio Ferini

La corretta gestione dei rifiuti è un importante voce nella riduzione delle spese globali di un sistema Paese ma può diventare anche una strategia per compensare eventuali comportamenti poco virtuosi nello stesso campo. Ci riferiamo alla multa europea di 80 milioni di euro che l’Italia si è “meritata” per la scorretta gestione delle discariche. Non è una buona notizia per il Paese in fase di presunta ripresa. Ma questi soldi – che vanno comunque pagati – potrebbero essere recuperati con alcune scelte sul sistema di gestione dei rifiuti.

Se infatti si avviassero al riciclo altre 221mila tonnellate di plastica (il 6% della produzione annua di rifiuti urbani di plastica) si otterrebbero benefici netti per il sistema Paese pari all’importo della sanzione europea. Oppure basterebbe riciclare 336mila tonnellate aggiuntive di carta, pari al 5% della produzione annua di rifiuti di carta; o anche 555mila tonnellate di vetro, il 25% della produzione annua di RU di vetro. Queste le conclusioni fornite dal WAS, il think tank sulla gestione dei rifiuti che elabora il rapporto annuale L’industria italiana del waste management e del riciclo, in relazione alla chiusura del processo sanzionatorio europeo sulle discariche fuori norma partito nel 2007 e conclusosi in questi giorni con una stangata milionaria per l’Italia. “In realtà, a mostrare la corda è proprio la soluzione discarica. Anche i conti mostrano come le politiche di riciclo siano più convenienti – spiega il curatore scientifico del rapporto WAS, Alessandro Marangoni – Per recuperare gli 80 milioni di euro necessari a pagare la multa europea basterebbero 38 giorni di corretta gestione del sistema dei rifiuti secondo gli obiettivi elaborati dalla Ue. Un dato che fornisce un’indicazione precisa sulla convenienza anche economica delle priorità del settore del waste management”.

Dai rifiuti il problema, dai rifiuti la soluzione. Intanto gli ultimi dati diffusi dall’ultimo Rapporto rifiuti urbani dell’Ispra indicano un buon trend: nel 2013, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a circa 29,6 milioni di tonnellate, facendo registrare una riduzione di quasi 400mila tonnellate rispetto al 2012 (-1,3%). Tale contrazione, che fa seguito ai cali già registrati nel 2011 e nel 2012, porta a una riduzione complessiva di circa 2,9 milioni di tonnellate rispetto al 2010 (-8,9%).

Nella raccolta differenziata spiccano gli esempi virtuosi di Veneto e Trentino Alto Adige con una percentuale che supera il 64%. Prossima al 60% è la percentuale di raccolta del Friuli Venezia Giulia (59,1%); tra il 50% e il 55% si collocano i tassi di raccolta di Piemonte (54,6%), Lombardia (53,3%), Emilia Romagna (53%) e Sardegna (51%). Al Centro fanno bene Marche (55,5%),Umbria (45,9%) e Toscana (42%). Al Sud Italia la Campania passa dal 41,5% al 44%, l’Abruzzo differenzia al 43% di raccolta mentre al 25,8% e al 22% si attestano le raccolte di Basilicata e Puglia. Inferiori al 15% risultano, infine, i tassi di raccolta della regione Calabria (14,7%) e Sicilia (13,4%); per queste due Regioni, peraltro, non si riscontrano progressi rispetto al 2012, anno in cui i tassi di raccolta si collocavano, rispettivamente, al 14,6% e 13,2%.

 

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