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Come cambiano le città intelligenti

di Francesca Tozzi

Le città, dove vive il 50% della popolazione, condensano in sé problemi come traffico, smog, cementificazione selvaggia, stress e scarsa qualità della vita. Ma è proprio dalla città che può arrivare una risposta in chiave sostenibile rivoluzionando le strategie e il modo di muoversi. Come? Riducendo gli spostamenti individuali in auto e moto sotto la soglia del 50% entro i prossimi tre anni per arrivare al 35% nel 2025; utilizzando app e tecnologie Ict per contribuire alla condivisione dei mezzi di trasporto, che per il 57% degli italiani è destinata a “esplodere” nei prossimi anni; rivitalizzando i PUMS (Piani Urbani della Mobilità), ora volontari, dotandoli di risorse adeguate; dedicando almeno il 50% delle risorse nazionali destinate alle infrastrutture strategiche a interventi nelle aree metropolitane.

Queste sono alcune delle proposte di green mobility avanzate nel corso del convegno Mobilità sostenibile, green economy e città intelligenti: una Roadmap per l’Italia organizzato dal Gruppo di Lavoro Mobilità del Consiglio Nazionale della Green Economy, in preparazione degli Stati Generali della Green Economy, a Rimini i prossimi 3 e 4 novembre, in occasione dell’European Mobility Week 2015.

Mobilità urbana sostenibile o grandi infrastrutture?

Trattando il tema è emerso che solo il 12% delle risorse previste dalla legge obiettivo è dedicato alle macro-opere infrastrutturali per la mobilità urbana (32 miliardi circa) e ben il 50% è dedicato a strade e autostrade urbane. Solo dunque il 7% degli investimenti del Paese è destinato al riequilibrio modale in ambito urbano: una distorsione questa, visto che lo stock di opere per la mobilità sostenibile è nettamente inferiore a quella di altri paesi europei. Eppure, proprio nelle città, il riequilibrio modale ha più potenzialità:

oltre l’80% di riduzione della CO2 al 2030 nel settore trasporti è realizzabile, infatti, in ambito urbano.

Per vincere questa distorsione due le proposte: individuare un target nazionale di riequilibrio modale nelle città metropolitane, che porti complessivamente la quota di spostamenti individuali motorizzati (auto e moto) nelle aree urbane sotto il 50% entro tre anni e al 35% nel 2025, ed elaborare un Piano nazionale della mobilità che dedichi almeno il 50% delle risorse nazionali per le infrastrutture strategiche a investimenti nelle aree metropolitane.

I nuovi Piani urbani della mobilità sostenibile

Si chiamano PUMS e per ora sono volontari. Se diventassero obbligatori e fossero adeguatamente finanziati, potrebbero rappresentare un valido strumento per migliorare l’’attuale processo di pianificazione della mobilità nelle città italiane. Una maggiore diffusione dell’’adozione dei PUMS e delle azioni in essi previste potrebbe contribuire ad aumentare l’’apporto della mobilità sostenibile allo sviluppo della green economy perché favorirebbe, ad esempio, un incremento

dei veicoli e dei carburanti a ridotto impatto ambientale, dei servizi informatici che contribuiscono a razionalizzare gli spostamenti in ambito urbano, nonché delle tecnologie in grado di ridurre la necessità di spostarsi attraverso l’’utilizzo di applicazioni informatiche.

Tutta la mobilità su un’app

Alle App e all’Information Technologies System è affidata la rivoluzione del green transport: app per integrare la mobilità ferroviaria con quella urbana, app sul car sharing, sul car pooling, sul ride sharing, sul bike sharing. App per taxi e NCC o per smart parking e mobilità pedonale. Ormai la mobilità sostenibile è a portata di click.

Sono più di 35 le principali app che favoriscono gli spostamenti, forniscono in tempo reale le informazioni sulla mobilità, aggiornano sul traffico

e, in ultima analisi, semplificano la vita adeguando ai tempi l’offerta tradizionale di trasporto. Lo smartphone è diventato lo strumento principe attraverso il quale organizzare il proprio spostamento fisico e non è più solo appannaggio di adolescenti supertecnologici. Un’opportunità per spostarsi in città nel modo più efficiente e meno inquinante possibile.

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