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Inferno Run: una corsa a ostacoli contro la povertà

di Giulio Ferini

Si è da poco svolta a Milano la 43esima edizione della Stramilano: più di cinquantamila persone, fra atleti professionisti e appassionati di ogni età, si sono ritrovate in piazza Duomo per condividere la passione per la corsa. Questa mezza maratona è un tradizionale evento agonistico ma è anche, e sempre di più, un momento di festa e di coesione sociale. Si corre con impegno ma senza forzare i tempi, si corre per trascorrere una mattinata all’aria aperta e per ossigenare corpo e mente, si corre per il gusto di stare insieme.

Questo è lo spirito che anima anche l’Inferno Run, una gara che, a dispetto del nome, è animata dai migliori propositi: organizzata da Oxfam Italia e da Inferno Italian Mad Run, la corsa servirà a raccogliere fondi a sostegno delle donne in alcune delle aree più povere del pianeta, donne alleate fra loro per darsi reciproca forza e prime attrici di cambiamento per le loro comunità.

Si terrà il prossimo 10 maggio attraverso lo splendido e selvaggio Parco dei Renai, a Signa, località a 5 minuti da Firenze e sono attese parecchie persone, non solo toscani. Il format è importato dagli Stati Uniti ma la location è, quindi, italianissima: undici chilometri in mezzo a fango e ostacoli di ogni genere, naturali e artificiali, da affrontare di corsa, saltando e arrampicandosi. Un bel modo di mettersi alla prova ma in chiave social: non vince chi arriva prima ma chi sa fare gioco di squadra perché in ogni caso si tratta di una gara non agonistica

dove aiutare gli altri e farsi aiutare è necessario a superare gli ostacoli.

Chiunque può partecipare: è sufficiente avere 18 anni ed essere in buona salute. Poi sta al buon senso delle persone non presentarsi privi dell’allenamento minimo a sostenere lo sforzo: correre è sempre e comunque un’attività sportiva che impegna cuore, muscoli e articolazioni e che non va mai presa sotto gamba, anche se l’approccio è ludico. A maggior ragione se il percorso non è pianeggiante ma irto di ostacoli. Sapere cosa mangiare prima e dopo la corsa è un altro modo per affrontare al meglio questa esperienza ecoista che il suo testimonial, l’attore e comico toscano Andrea Muzzi, ha così definito: “Partecipare a questa gara sarà un po’ come trovarsi catapultati nell’inferno dantesco, ciascun ostacolo diverrà un vero e proprio girone e la cosa più bella sarà che ognuno potrà fare la differenza per gli altri”. Maggiori dettagli sul sito di Oxfam Italia.

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