e

Un social network per creare insieme un mondo sostenibile

di Francesca Tozzi

Social Business WorldSono in molti ormai a credere che il futuro sia nel Social Business ovvero in un modo di fare impresa che, come da tempo ripete il Professor Muhammad Yunus, crea profitto risolvendo uno o più problemi sociali: per esempio istruzione, salute, accesso alle tecnologie, ambiente. L’obiettivo non deve più essere solo la massimizzazione del profitto. È ovvio, però, che qualsiasi business deve funzionare per consentire alle imprese di autosostenersi economicamente e finanziariamente, garantire un’equa retribuzione ai lavoratori e reinvestire i profitti per migliorare ed espandersi. Ed è altrettanto evidente che al momento chi lavora in questa direzione ha bisogno di ottenere sostegno e visibilità facendo rete con potenziali soci o partner.

Nasce per questo il Social Business World: più che un social network, una piattaforma internazionale che mira a creare prima una community animata dalla stessa visione improntata all’etica e alla sostenibilità, poi un insieme di progetti, idee e opportunità che possono essere discusse, condivise, create insieme. Dallo scambio di idee ai contatti all’impresa comune. Il tutto fra persone che magari vivono ai lati opposti del pianeta. Ma perché creare una nuova piattaforma quando già esistono molti blog e social network? Lo abbiamo chiesto a Michele Paolini Co-founder & CEO Social Business World

La rete già offre possibilità di confronto sui temi dell’etica e della sostenibilità. Perché creare un nuovo social network?

Sentivamo e sentiamo l’esigenza di un social network creato dal basso, internazionale e multilingua, completo e completamente dedicato agli argomenti della sostenibilità e dell’impresa sociale. Un ambiente noise-free, senza “disturbi” quali pubblicità e discussioni sui più disparati argomenti normalmente presenti sui social network generalisti. Abbiamo attivato un insieme di strumenti per permettere la creazione non solo di una rete, ma reti di reti – gruppi, sottogruppi, membri e gruppi geolocalizzati su base volontaria – cercando di essere noi stessi un esempio di coerenza per i valori in cui crediamo.

In che senso?

Operiamo seguendo i valori che vogliamo contribuire a diffondere. Il nostro server è alimentato con energia da fonti rinnovabili. Lo staff e i membri della community lavorano da remoto: siamo in Italia, UK, Madagascar e Stati Uniti ma tutto è gestito online, non abbiamo una sede fisica in cui recarci; in quella che di fatto comunque al momento è la nostra sede giuridica (home office) abbiamo installato pannelli fotovoltaici che ad oggi producono quasi il doppio di quello che consumiamo. Siamo impegnati nella riduzione della stampa su carta, nella riduzione degli sprechi di energia e acqua, nella diffusione di prodotti biologici e a Km zero. Il nostro conto corrente è su Banca Etica, filiale di Ancona.

Contenuti selezionati e strumenti operativi

Ma qual è il vostro valore aggiunto dal punto di vista social?

Socialbusinessworld.org (SBW) non è uno strumento in competizione con Facebook, ma complementare così come, per altre caratteristiche, lo sono Twitter e LinkedIn. Gli altri social sono a nostro parere troppo generalisti e quindi “deboli” nell’offrire una concreta possibilità di focalizzare l’attenzione sulle tematiche a noi care. Sono strumenti più adatti alla socializzazione tra individui o alla comunicazione esterna di imprese e organizzazioni non profit. SBW mette a disposizione dei veri e propri strumenti di lavoro e co-creazione (forum, sondaggi, gestione file) quindi le possibilità di interazione sono più numerose e qualitativamente più efficaci essendo il target di utenti già selezionato.

Come già famose campagne di sensibilizzazione affermano, crediamo che non basti un like per migliorare il mondo, ma che sia necessario impegnarsi in prima persona, e fare (non semplicemente mettersi in) rete. Negli eventi off line cui abbiamo partecipato abbiamo riscontrato che la maggioranza dei nostri utenti è composta da persone e organizzazioni che hanno aperto profili, ma li usano molto raramente, oppure non hanno affatto profili su altri social network considerati a volte “troppo frivoli e poco interessanti”: queste persone vedono, invece, nella nostra piattafoma un’occasione di interazione con uno scopo preciso, di alto valore sociale e culturale, una possibilità di conoscere ed entrare in contatto con persone e organizzazioni con cui condividere gli stessi valori e progetti.

Quando nasce il Social Business World e come funziona?

Tecnicamente nasce il 2 giugno 2011, data simbolica per il team tutto italiano di nascita anche se internazionale nelle esperienze di vita e lavoro, ma solo nel dicembre 2012 si presenta perfettamente funzionante nella veste grafica attuale dopo un lungo periodo di test condotti tra il team e la prima cerchia allargata di amici. Il funzionamento base non è molto diverso dai social più usati anche se poi, dopo un primo “giro”, si notano subito differenze sostanziali nell’impostazione tutta orientata alla creazione di reti di valore, con un numero di strumenti molto elevato: dal microblogging alla bacheca lavoro, dalla condivisione foto/video alla possibilità di gestire iscrizioni ed eventi.

Per registrarsi bastano un nome utente e una password. Punto fondamentale che richiama direttamente la nostra volontà di coerenza, la nostra etica,

non chiediamo dati personali e, soprattutto, quando volontariamente inseriti dai nostri utenti, non ne facciamo alcun uso né traiamo alcun tipo di profitto.

Una community in crescita

Può fare qualche esempio di progetto che è riuscito a realizzarsi grazie ai contatti creati dal network?

Proprio per la nostra volontà di mantenere alto il livello di riservatezza degli utenti, noi non conosciamo nel dettaglio le realtà nate dalla piattaforma che riteniamo comunque ancora in una fase neonatale. Notiamo però con piacere, giorno dopo giorno, tra i contenuti visibili all’intera community, quindi resi pubblici dagli stessi utenti, la nascita di relazioni di “amicizia” e professionali. Per fare alcuni esempi,

alcuni docenti universitari da diversi Paesi del mondo hanno creato il gruppo “Universities for Social Business”; alcune imprese sociali hanno pubblicizzato (gratuitamente) le loro attività e prodotti trovando nuovi clienti; un gruppo nato per promuovere una legge sulla gestione dei rifiuti in plastica ha riunito persone di esperienze e nazionalità diverse;

professionisti del web si sono incontrati su SBW e, condividendo gli stessi valori, hanno lavorato insieme su progetti esterni; giornalisti si sono conosciuti su SBW e hanno promosso alcuni loro libri e così via.

La piattaforma funziona a livello internazionale?

In questo primo vero anno e poco più di lavoro abbiamo concentrato le energie e le risorse umane e finanziarie – per ora ancora limitate – nella promozione del social network soprattutto in Italia ma abbiamo avuto un buon riscontro anche dall’estero con iscritti da tutta Europa, dall’America Latina, Stati Uniti, Australia e Africa. Gli esempi sopra riportati di contatti creatisi in SBW in effetti sono quasi tutti tra soggetti stranieri o tra italiani e stranieri.

Volendo sottolineare una prima differenza di approccio al nostro social, possiamo delineare una prima fase che vede per l’Italia iscrizioni soprattutto da individui che cercano altri a loro affini mentre per l’estero iscrizioni soprattutto di tipo business o business-oriented, sempre nel campo dell’imprenditoria sociale, ed universitario. Nelle ultime settimane, però, questo dato è iniziato a cambiare ed evolvere perché anche dall’Italia stiamo ricevendo iscrizioni e richieste di maggiori informazioni da organizzazioni di tipo imprenditoriale, imprese sociali, sicuramente anche grazie al lancio, avvenuto in forma riservata e diretta, della piattaforma di Social Commerce collegata a SBW che vedrà la luce tra qualche mese. Questa offrirà, a chi produce beni o servizi in linea con i nostri principi etici e di sostenibilità, la possibilità di presentarsi a un mercato per il momento europeo per vendere ai singoli individui ma anche ai gruppi di acquisto organizzati, per esempio i GAS.

social business world

© RIPRODUZIONE RISERVATA