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Malga San Pietro: sostenibile, vegetariana e didattica

di Francesca Tozzi

Fra gli ambienti ideali per rigenerarsi nella natura, con cibi genuini, passeggiate nei boschi e un rilassante silenzio, ci sono da sempre le malghe. E fra queste merita particolare attenzione la Malga M. S. Pietro gestita da Alexander Bisan a Nova Ponente vicino al santuario della Madonna di Pietralba.

Perché? È la prima malga vegetariana di tutto l’Alto Adige e la prima ad aver aderito al Bilancio del Bene Comune per favorire un cambio radicale dell’attuale sistema economico e l’adozione di un’altra valuta all’insegna dell’equità e della giustizia sociale (progetto Gradido). Oltre a questo è un luogo dove è possibile riposare e imparare grazie alle molte attività offerte dalla struttura, ma andiamo con ordine.

Alexander, una malga altoatesina senza canederli allo speck? Suona azzardato

Tagliatelle al pesto di erbe aromatiche, polpette al farro, gnocchi alle ortiche e spinaci selvatici. Certo, inizialmente il menu potrebbe deludere le aspettative dell’ospite affamato da una lunga escursione in mountain bike ma è l’occasione per provare qualcosa di nuovo e diverso facendo del bene alla propria salute e alla natura.

Servire carne in grandi quantità era per me diventato discutibile da un punto di vista ecologico e insostenibile a livello morale. Per questo ho deciso dal 2013 di togliere la carne dal menu. Per il resto offriamo per lo più prodotti regionali, sempre di stagione, spesso biologici.

Come passano il tempo gli ospiti in Malga?

Per purificarsi e rigenerarsi ci sono le “capanne sudatorie”, una sauna ma senza il comfort della sauna. L’ospite è seduto per terra tra il fuoco, le pietre e l’acqua: un’esperienza “primitiva” di origine indiana che vuole riattivare il senso del tatto grazie a un reale contatto con quella natura di cui tanto si parla ma che spesso viene tenuta lontana per paura o pigrizia.

Un’altra esperienza è il bagno all’aperto in una botte di legno finlandese di due metri e venti. L’acqua è riscaldata a 37 gradi. Ci si immerge in gruppo, in circa 10-12 persone, avvolti dalla natura: il prato tutt’intorno e la volta del cielo aperto sopra la testa. Per questo è molto piacevole da farsi durante le lunghe e stellate notti invernali.

Non siamo più abituati a sentire con il corpo e a fidarci di lui. Questi sono sistemi per spostare l’attenzione dal mentale a un piano più autentico dell’essere.

Come Guida Ambientale organizzo escursioni per ragazzi e adulti soprattutto nel vicino parco geologico ma anche nel bosco dove faccio loro percorrere alcuni tratti a piedi nudi o in altri casi focalizzandoci su uno solo dei cinque sensi.

E per i più piccoli?

La natura è la più divertente aula scolastica. Per questo con il progetto Lezione sulla malga hanno la possibilità di approfondire alcune materie scolastiche, quali geologia, biologia ed ecologia, a contatto con la natura. Imparano, giocano, esplorano habitat come boschi, pascoli e stagni sviluppando il rispetto per l’ambiente e abituandosi a risolvere i problemi in gruppo quindi a collaborare e cooperare.

Ci si esercita a interagire in modo diverso, a comunicare seguendo non più la legge del più forte ma i metodi che vengono dalla cultura indiana del cerchio. Anche gli adulti possono seguire queste attività perché ne hanno un gran bisogno.

Scegliere di aderire al Bilancio del Bene Comune ha portato più costi o benefici?

Volevo che la mia attività fosse sostenibile e facesse bene al territorio, che avesse un preciso e riconoscibile posizionamento etico. I 17 punti del bilancio sono degli obiettivi cui tendere per migliorarsi continuamente. Tutto questo ha dei costi aggiuntivi, come, per esempio, per l’acquisto di prodotti bio o fair trade, ma ha anche un ritorno in termini di riconoscimento, credibilità e fidelizzazione dei nostri ospiti.

Al di là del rapporto costi/benefici, la strategia alla base dell’Economia del Bene Comune è riuscire a fare in modo che sempre più aziende aderiscano alle nuove regole in modo da avere visibilità, peso politico, agevolazioni fiscali e maggiore facilità di accesso al credito in ragione dei vantaggi che ne derivano a tutta la comunità. Oggi un imprenditore può scegliere di stare a galla finché ce la fa oppure di usare la sua azienda per modificare la rotta generale. È necessario diffondere la consapevolezza che stiamo tutti male non per la crisi ma perché

l’attuale sistema è stato creato per dare sempre di più a pochissime persone impoverendo tutti gli altri e mantenendoli in un costante stato di debito economico e psicologico.

L’Economia del Bene Comune lavora per cambiare le cose dal basso creando sinergie fra realtà produttive virtuose.

Malga M.S. Pietro 1

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