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Nuovo Liceo Artistico: la scuola diventa un’impresa (per crescere meglio)

di Chiara Bondioli

«Quest’impresa mi ha cambiato la vita. Ed è stato grazie a mio figlio che, da consulente d’azienda con una routine professionale che scorreva sui binari di una tranquilla normalità, sono diventato uno dei soci fondatori di una cooperativa sociale nata per dare vita al Nuovo Liceo Artistico. Una svolta che mi ha fatto decisamente “deragliare” da questi binari e trovare un vero benessere » sottolinea con un sorriso Paolo Chiaramonti.

Ma da dove inizia questa rivoluzione?

«Dal carattere ribelle di mio figlio. Una situazione che nei primi anni del liceo divenne di giorno in giorno più difficile e che io e mia moglie non eravamo in grado di gestire. Così alcuni amici ci consigliarono di rivolgerci alla Scuola Steineriana.

In questa scuola lui ha trovato l’equilibrio e io ho cambiato visione della vita»

ci confessa Chiaramonti, presidente dell’ente gestore di NLA, l’anima economica, ovvero colui che deve far quadre i conti, della Onlus fondata da insegnanti provenienti dell’istituto d’Arte R. Steiner di Milano.

Il gruppo, formato anche da alcuni genitori di allievi, è stato animato da una grande passione e dalla determinazione di continuare l’esperienza didattica iniziata nel 2000 nella scuola Steineriana di via Clericetti. La decisione coraggiosa, e non priva di rischi, di diventare i capofila di un nuovo progetto imprenditoriale che portasse avanti le istanze educative maturate in otre dieci anni di attività, è stata una scelta quasi obbligata di fronte alla decisione, avvenuta quattro anni fa, di chiudere il liceo artistico (concluso con la maturità 2013-2014, ndr).

«Abbiamo risposto al bando del Comune di Milano per prendere in affitto una parte della scuola elementare dell’ Istituto Comprensivo Teodoro Ciresola in via Venini a Milano, un edificio di grande fascino architettonico e artistico progettato da Luca Beltrami nel 1920» sottolinea la preside Mariapaola Fantini mentre osserva i “suoi” ragazzi intenti ad affrescare le pareti della scalinata.

La scala dipinta dagli allievi di NLA

La scala dipinta dagli allievi di NLA

Già perché la filosofia che ispira tutte le attività della scuola è quella del fare. Dagli insegnanti, agli alunni fino ai genitori, ognuno è invitato ad agire in modo concreto per far funzionare la scuola.

«La ristrutturazione ovviamente non è stata opera nostra, ma di un’impresa; un’operazione resa possibile grazie alle rette pagate in anticipo dagli allievi che ci hanno seguito e che oggi sono circa 50» interviene Chiaramonti. Un’iniziativa nata per passione ma che deve avere una sostenibilità economica: «Per andare a break even dovremmo avere almeno 12 allievi per classe, con un numero massimo, che non vogliamo superare, di 15» continua Paolo Chiaramonti che puntualizza come la gestione economica della scuola sia molto oculata e preveda a carico dei soci alcune voci di costo, come le pulizie ad esempio. E anche sacrifici importanti:

 «Ė capitato che talvolta i soci abbiano dovuto rinunciare a darsi una remunerazione; mentre non è mai accaduto ai docenti non soci, tutti con regolari contratti, che non abbiano avuto lo stipendio» conclude Chiaramonti.

Saliamo le scalinate in pietra che conducono al primo piano ed entriamo nelle aule dove si svolgono le lezioni e i laboratori d’arte e di falegnameria dei ragazzi. In questi grandi spazi illuminati dalla luce naturale che filtra dai finestroni, si trovano calchi in gesso, cavalletti con grandi tele dipinte a olio, mobili e oggetti di design realizzati dagli allievi.

Un’atmosfera sospesa che ricorda gli atelier d’artista ottocenteschi molto lontano dalla velocità 2.0 che regola la nostra vita quotidiana.

Qui gli allievi sono invitati a “sporcarsi le mani” per mettere a frutto la loro creatività non solo con l’attività intellettuale.

«Ogni anno andiamo a San Sperate, in Sardegna, dove in accordo con l’assessore alla cultura abbiamo da tempo avviato una collaborazione per riqualificare alcuni edifici della zona con l’arte de murales. Un’esperienza importante per i nostri alunni. Come lo sono le nostre gire organizzate in luoghi particolari dove i ragazzi mettono in gioco anche le loro capacità di adattamento, autonomia e solidarietà. Quest’anno, ad esempio, abbiamo fatto un tratto del Cammino di Santiago di Compostela. Chi aveva il passo più veloce, precedeva gli altri e quando arrivava cercava l’ostello e iniziava a preparare il fuoco per la griglia». ci racconta la preside Fantini sottolineando l’attenzione costante dei docenti a ogni singolo alunno, alla loro formazione.

Per creare un percorso cheli aiuti a diventare innanzitutto persone ricche di valori. E per accompagnarli nel modo più giusto non c’è miglior modello che l’esempio: «Noi soci formiamo un gruppo unito non solo da una relazione di lavoro, ma da un legame di amicizia. Passiamo anche parte del nostro tempo libero insieme. Abbiamo fiducia gli uni degli altri. Così come la riponiamo nei nostri allievi. Una atto che è sempre stato pienamente ripagato ».

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