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Economia sostenibile: la crescita qualitativa è la soluzione

di Franco Marzo

Con il suo bestseller Il Tao della fisica scritto nel 1975 e tradotto in italiano qualche anno dopo (Adelphi, 1982) il fisico austriaco Fritjof Capra ha dimostrato quanto la moderna fisica quantistica si sia avvicinata alle antiche filosofie mistiche orientali e ha proposto una visione di sorprendente contemporaneità dove al centro non c’è più l’individuo, ma l’intero universo come sistema complesso di relazioni tra uomo e natura. Una rete di continui scambi energetici che, osserva il fisico, si dovrebbe regolare secondo una logica non lineare ma ciclica, proprio come è ciclico il ritmo della natura.

Una visione che si nutre di analisi tratte dal modo della fisica, del misticismo, dell’economia e della scienza e offre un nuovo modello, raccontato in La scienza della vita (BUR, 2002), dove, a partire dall’analisi della complessità,  l’autore lancia un modello basato sullo sviluppo sostenibile e sul rispetto dell’unità inscindibile tra uomo e natura. Un tema approfondito dal fisico austriaco negli ultimi libri, La crescita qualitativa (Aboca Edizioni, 2013) scritto con l’economista inglese Hazel Henderson e Vita e Natura. Una visione sistemica   (Aboca Edizioni, 2014) firmato con il con Pier Luigi Luisi,  professore di Biochimica all’Università Tre di Roma. Abbiamo incontrato Capra al XVIII Congresso internazionale Ecologia della mente. Ecologia dell’uomo.

 Lo sviluppo sostenibile è un concetto chiave nel cambiamento profondo che sta avvenendo nelle società a livello globale. Secondo lei in che modo questa trasformazione incide nei meccanismi del mondo economico-finanziario?

 I cambiamenti ci sono a livello di società civile, ma non nell’economia globale che è costruita in modo tale che nella rete dei flussi finanziari non esistano contenuti etici o valoriali. Come dicevo avviene invece a livello di società civile che esprime questo cambiamento soprattutto attraverso due valori: il rispetto della dignità umana e la sostenibilità ecologica. Intorno a questi due fondamenti ruotano molti altri valori. Vorrei ricordare i principi della Earth Charter, una dichiarazione di principi etici fondamentali che ha come obiettivo di creare una società ispirata ai principi di sostenibilità, equità e pace.

I punti principali sono stati stesi nel 1992 in occasione del Summit della Terra a Rio de Janeiro, ma per arrivare alla stesura definitiva ci sono voluti ancora 8 anni. È stata infatti approvata nel 2000 sotto la supervisione di un organismo internazionale, la Earth Charter Initiative, a cui hanno aderito l’Unesco, centinaia di università, organismi e realtà governative a livello globale: è un documento importante perché rappresenta la carta dei valori della società del XXI. Purtroppo nel mondo del business e dell’economia questi valori non sono ancora visti come un punto di riferimento.

Qual è, in questo scenario, il peso delle economie giovani, ma dominanti, come India e Cina?

 Anche India e in Cina si sono moltiplicati i movimenti in difesa della biodiversità, della tutela delle comunità, fautori dello sviluppo sostenibile come l’amica attivista indiana Vandana Shiva. La globalizzazione aiuta a diffondere la forza della rete

 Mondi che però puntano su crescita e consumi…

 Sicuramente il modello consumistico è ancora alla base di questi modelli economici. Ma voler mantenere un modello di crescita quantitativa illimitata in un Pianeta che ha risorse limitate è un’assurdità, un’illusione.

La crescita è sostenuta da un consumo eccessivo che causa inquinamento, cambiamenti climatici, diminuisce le risorse naturali e distrugge gli ecosistemi. L’ossessione per la crescita quantitativa è la causa dei nostri problemi.

Per questo con la collega economista Hazel Henderson abbiamo scritto un libro di riflessione su un modello economico basato sulla crescita qualitativa.

 Cosa vuol dire crescita qualitativa?

Una crescita come la osserviamo nella natura, la crescita è un fenomeno fondamentale nella vita; però in un ecosistema o in un organismo non tutto cresce quantitativamente, ci sono parti che crescono, altre che decadono e poi si dissolvono liberando le componenti che, a loro volta, danno origine ad altro. Si tratta quindi di uno sviluppo ciclico, equilibrato e sfaccettato. Questa secondo me è una crescita qualitativa

Marzo e Capra

L’intervistatore Franco Marzo con Fritjof Capra

Questo è un modello che può sostituire il capitalismo?

Il capitalismo è il motore principale della crescita quantitativa, la crescita qualitativa richiede un altro modello di economia alla cui base c’è una nuova interpretazione del concetto di proprietà. Nel mio libro cito una scrittrice attivista americana, Marjorie Kelly, autrice del libro Owning our future che analizza i modelli di proprietà e distingue tra quelli di proprietà per lo sfruttamento e di proprietà generativa: quest’ultima è alla base di un modello economico diverso, quello della crescita qualitativa.

 Si tratta quindi a un modello di crescita che rispetti la complessità e il sistema di relazioni?

 Ci sono 3 grandi centri di potere: la politica, le imprese, la società civile. Nel mondo delle aziende ci sono imprenditori coraggiosi che hanno un approccio sistemico ed ecologico, nella politica questo visone è quasi nulla, mentre è molto diffusa nella società civile. Questo credo perché nella società civile ci sono molte donne opinion leader. Il pensiero sistemico è più facile per le donne che già naturalmente vivono in modo relazionale: quindi è nel loro Dna l’attitudine a creare rete e fare sistema.

 

 

 

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