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Aumentare il benessere immateriale: un nuovo modello per la società

di Chiara Bondioli

Gli incontri e dibatti della manifestazione Think more about hanno animato Bressanone e le suggestive sale dell’Abbazia di Novacella dove si sono raccolte 750 persone per riflettere sulla sostenibilità, sulle modalità con cui sta cambiando velocemente il mondo e come la nostra cultura stenti a recepire questi segnali e quindi a modificare le categorie di un pensiero che si muove secondo schemi preimpostati e abitudinari.

Un percorso faticoso perché implica la capacità di uscire dalle “gabbie” per vedere oltre e che per molti appare come un lusso che in fondo non è né necessario né utile. Questa visione miope non raccoglie la sfida che sarà vinta da coloro che sapranno metabolizzare il cambiamento e agire in modo innovativo.

Per capire come cambiare le lenti attraverso le quali guardiamo il mondo, abbiamo raccolto le riflessioni del sociologo tedesco Harald Welzer che ci invita a indossare un nuovo paio di occhiali e guardare in che realtà potremmo vivere.

Il primo passo

Bisogna partire dalla cultura: questo suggerisce il sociologo tedesco Harald Welzer. Sottolinea che «In passato le società siano state inique e razziste, eppure le persone accettavano e condividevano questi principi senza considerarli assurdi o bizzarri. Questo significa che la percezione del mondo dipende dalla nostra cultura. Che ci porta a riprodurre modelli e mettere in atto strategie conosciute perché il nostro cervello è portato a ridurre la riflessione e aumentare l’abitudine».

Ottimizzare gli errori

 Welzer evidenzia come la nostra società tenda a seguire gli stessi schemi, e suggerisce come la soluzione non sia «rendere efficiente il modello ma rivoluzionare il modello. Ad esempio l’aumento dell’efficienza nel mondo della mobilità è insostenibile, non bisogna ottimizzare gli errori perché se immaginiamo un mondo futuro dovremmo poter visualizzare strade piene di persone e non piene di auto elettriche, città dove gli spazi pubblici siano completamente ridefiniti».

 Benessere materiale e immateriale

Welzer riflette inoltre sul modello occidentale, seguito da molti Paesi emergenti o già ampiamente emersi del globo, dove quello che conta è aumentare la ricchezza per raggiungere il benessere. «Ma in cosa consiste il benessere? Avere, ad esempio, l’auto.  A Pechino si è innescata una spinta al consumo che in soli 30 anni, ha portato gli abitanti ad abbandonare le biciclette e a spostarsi in auto con le pesanti conseguenze a livello ambientale e di viabilità che tutti conosciamo.»

Welzer conclude con una riflessione che guarda al futuro (prossimo)

Credo che in generale le società del cosiddetto benessere, debbano aumentare il benessere immateriale come sono convinto che quello materiale debba diminuire di 5 volte. Un cambiamento di modello che deve partire dal basso per creare una società meno distruttiva e con un metabolismo più sostenibile. Un progetto che deve diventare politico

 

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