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Ecco l’Oasi della biodiversità nata da una discarica

di Francesca Tozzi

Le discariche, abusive o meno, rappresentano ancora un problema per il territorio italiano, per la sua economia e la sua immagine. Ma se la gestione dei rifiuti non è sempre delle migliori, esistono anche degli esempi virtuosi che è bene valorizzare. C’è, infatti, chi è stato capace di conciliare due elementi apparentemente opposti: lo smaltimento dei rifiuti e la tutela della biodiversità. A Moie di Maiolati Spontini, in provincia di Ancona, dall’area dismessa della discarica “La Cornacchia” gestita dall’azienda pubblica Sogenus è stata ricavata un’Oasi della biodiversità. Si tratta di un interessante progetto nazionale di riqualificazione del territorio e di recupero della biodiversità locale all’interno di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti.

Nato nel 2011, si è concluso quest’anno grazie al lavoro congiunto di Sogenus e dei professori dell’Università Politecnica delle Marche, Fabio Taffetani e Nunzio Isidoro, che hanno curato la realizzazione dell’’Oasi a partire dalle fasi di progettazione e di monitoraggio ambientale dell’area. Come primo intervento è stato ridotto completamente l’’impatto ambientale della discarica ripristinando gli equilibri strutturali e funzionali dell’ecosistema. È stata, poi, realizzata una copertura vegetale con specie erbacee, arbustive e arboree:

sono state piantumate in 104 aiuole 13.956 piantine, appartenenti a specie tipiche dell’’ambiente collinare marchigiano autoctono.

È stato, quindi, creato un centro di salvaguardia e di diffusione della biodiversità all’’interno della discarica”. Sono state messe a dimora specie erbacee e arbustive di notevole interesse mellifero e paesaggistico per innalzare la qualità ambientale e creare un vero e proprio giardino didattico. Numerose sono le iniziative a scopo educativo in programma all’interno dell’Oasi, rivolte non solo agli studenti dei Comuni della Vallesina ma anche a tutti i cittadini, studiosi e curiosi.

Infine, nel 2014 è stata elaborata una Cartografia della Vegetazione informatizzata, utilizzata sia come strumento di monitoraggio della vegetazione, sia come riferimento per l’’interpretazione dei dati provenienti dai biomonitoraggi condotti attraverso bioindicatori. Tra questi, molto importanti sono le api impiegate per segnalare lo stress ambientale da inquinamento chimico: prodotti fitosanitari, metalli pesanti e radionuclidi. All’interno dell’’Oasi, Sogenus ha, infatti, realizzato una stazione di biomonitoraggio composta da due arnie; ogni settimana vengono conteggiate le api morte che, al superamento della soglia critica pari a 200 esemplari, vengono sottoposte ad analisi cliniche per rilevare eventuali prodotti fitosanitari. Durante gli ultimi anni, non è stata rilevata alcuna presenza di inquinamento da fitofarmaci, oltre a non essere mai stata superata la soglia critica di 200 api morte a settimana, e non si è mai verificato il superamento dei valori di riferimento di metalli pesanti (cadmio, nichel e piombo) per le aree industrializzate sulle api vive e nel miele.

Il percorso di recupero è stato realizzato, nel rispetto delle normative vigenti, da Sogenus grazie alle ricerche condotte dall’Orto Botanico “Selva di Gallignano” e da C.Re.Ha. Nature Soc. Coop., spin off dell’Università Politecnica delle Marche.

Oasi biodiversità

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