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Perché camminare: benefici e consigli

di Francesca Tozzi

Si comincia sempre con piccoli passi per coprire anche i più lunghi percorsi. L’importante è camminare bene e in modo costante. Fuor di metafora, è noto ai più che l’atto del camminare apporta grandi benefici in termini di benessere psico-fisico e riduzione del peso corporeo. Non solo riattiva la circolazione, mantiene efficienti le articolazioni, aumenta la resistenza fisica, rende i muscoli di tutto il corpo più tonici ed elastici ma favorisce anche la lucidità mentale, libera dai pensieri o consente di riordinarli mentre il corpo si ossigena e produce naturalmente endorfine.

Quanto e dove camminare? Dipende dagli obiettivi. Una passeggiata non richiede una preparazione particolare né un abbigliamento tecnico ma è indispensabile usare scarpe comode, ammortizzate e dotate, se necessario, di un plantare per correggere la postura. Man mano che ci si appassiona si potrà investire nell’acquisto di scarpe tecniche, contapassi e cardiofrequenzimetro.

Camminare è un atto naturale ma richiede comunque un controllo della parte centrale del corpo per mantenere equilibrio e andatura. Le braccia assecondano in modo morbido i passi mentre i piedi effettuano una bella rullata dal tallone alla punta ottimizzando la pompa del sangue.

Si può camminare nei parchi cittadini o, se si è fuori città, immergendosi nel verde. Camminare lungo i marciapiedi a contatto con i tubi di scappamento non è il massimo, ma per brevi spostamenti è meglio che prendere la macchina e contribuire al traffico.

I momenti più adatti della giornata sono le prime ore del mattino e la sera, specie in primavera avanzata e in estate, per evitare una sudorazione eccessiva e colpi di calore. È un’attività alla portata di tutti, giovani e anziani, che non richiede competenze, non fa spendere troppi soldi e non stressa l’apparato locomotore. Non è un caso, inoltre, che diecimila passi al giorno sia uno dei numeri della salute che la scienza da tempo propaganda insieme allo zero, che sta per zero fumo, e alle famose cinque porzioni di frutta e verdura. Un numero che può spaventare ma alla fine si tratta di coprire tre chilometri. L’intensità con cui saranno percorsi determinerà la differenza fra una camminata blanda e una più sostenuta. Partendo dal chilometro e allungando via via il percorso fino a tre, dando progressivamente maggior spazio alla camminata veloce sempre senza superare la soglia del movimento aerobico, si possono ottenere dei buoni risultati anche in chiave di dimagrimento perché si andranno a utilizzare le riserve di grasso come carburante. Chi ama camminare finisce col farne uno stile di vita, intraprendendo quei percorsi, dalla Via Francigena al Cammino di Santiago, che, unendo la riscoperta della natura e dei propri ritmi a una socialità più genuina e a una ricerca spirituale, sta appassionando un numero crescente di persone. E poi ci sono quelli che passano alla corsa, ma questa è un’altra storia.

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