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Correre: allenarsi per dimagrire. Nel benessere di corpo e mente

di Giulio Ferini

La maratona non è alla portata di tutti, la corsa sì. Più o meno. Se non si è troppo piccoli o troppo anziani e non si hanno impedimenti fisici, si può godere dei benefici della corsa in chiave di allenamento, per dimagrire e, in generale, per il benessere psico-fisico. Chi si vuole dedicare a questa attività democratica, e alla fine nemmeno troppo costosa, si dovrà dotare di scarpe specifiche e adatte al proprio appoggio – difficilmente si corre distribuendo in modo uniforme il peso del corpo sulla pianta del piede ma per fortuna il mercato da tempo ha messo a disposizione modelli capaci di correggere eventuali tendenze alla pronazione e supinazione – di una giacca traspirante con le maniche staccabili per correre outdoor anche quando le condizioni meteorologiche non sono le migliori e di un cardiofrequenzimetro. Quando si comincia, è bene monitorare con costanza la propria frequenza cardiaca per evitare picchi pericolosi e per dosare le forze, aumentando così l’efficacia dell’allenamento.

Non bisognerebbe mai andare oltre la propria frequenza massima che si calcola sottraendo a 220 la propria età e possibilmente mantenendo una frequenza media costante in un range che va dal 60 al 70 percento circa della massima

per cui se una persona di quaranta anni ha una soglia di 180 battiti al minuto, dovrà cercare di mantenersi intorno ai 120 battiti al minuto. Il buon senso suggerisce di cominciare con una camminata veloce per poi passare a una corsa di media intensità e diversificare con il tempo il proprio allenamento se si desidera potenziare resistenza e velocità.

Di solito la settimana del podista prevede almeno una seduta da dedicare alle ripetute, una alla media distanza da percorrere a ritmo sostenuto e una da dedicare al cosiddetto “lungo”: si corre piano ma molti chilometri. Correre sulle lunghe distanze non serve solo a preparare maratone e mezze maratone, cosa in questo caso necessaria per abituare muscoli e articolazioni al carico di lavoro e per potenziare il fiato, ma anche a sviluppare una sorta di “dipendenza buona”. I drogati della corsa non ne possono fare a meno perché godono delle endorfine e dei neurotrasmettitori del benessere che vengono messi in gioco soprattutto correndo a lungo e con una certa intensità. Una volta superata la fatica e la soglia del dolore data da crampi, respiro corto e indolenzimenti vari, chiunque se ne può rendere conto. Questo non significa però che si possano bruciare le tappe per raggiungere il nirvana podistico quando si è principianti e nemmeno esagerare con le maratone quando si è ormai esperti e si tende a prendere sottogamba certi segnali d’allarme che il corpo ci manda.

La corsa blanda e costante, quella che ci consente di parlare senza affanno mantenendo una frequenza cardiaca media, è un ottimo brucia grassi, l’ideale per dimagrire, soprattutto se abbinata a una dieta corretta, mentre correre a ritmo veloce – che significa aumentare la frequenza dei battiti, andare oltre la soglia del lavoro aerobico, alternare lo jogging a scatti e ripetute – potenzia soprattutto la resistenza usando i carboidrati come carburante.

Da non trascurare, infine, l’aspetto della resilienza psicologica che la corsa permette di potenziare ovvero quella giusta forma mentis ed elasticità nell’affrontare stress e incidenti di percorso che, una volta allenata, si può  trasporre dallo sport alla vita quotidiana.

Chi ama correre sa quanto la motivazione, la perseveranza, il controllo dell’ansia e del proprio cervello siano fattori che contano molto di più della predisposizione fisica, del bravo personal trainer o dei super accessori: chi si allena con costanza anche quando non c’è tempo, è stanco per il lavoro, piove, si annoia e vorrebbe dedicarsi ad attività meno faticose impara una disciplina, una resistenza alla fatica e una capacità di sacrificio che sono ad oggi merce rara e molto utile nella congiuntura difficile che stiamo attraversando.

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