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Bioenergetica: la guarigione della psiche comincia dal corpo

di Francesca Tozzi

È piuttosto evidente che stiamo attraversando una fase di passaggio con tutte le incertezze che questo comporta. Che si chiami crisi, ripensamento dei vecchi schemi o evoluzione, qualsiasi sia il punto di arrivo,  ci troviamo in un periodo di profonda trasformazione. E questo porta con sé un sottile disagio che coinvolge la sfera individuale, sociale e relazionale.

Il corpo parla di questo disagio sviluppando e cronicizzando nuove malattie, disturbi psicosomatici, cali di energia se non vere e proprie depressioni.

Per questo il corpo è forse l’unico punto di partenza possibile per una guarigione completa, senza voler nulla togliere agli altri approcci terapeutici: proprio sul corpo Alexander Lowen ha fondato negli anni Cinquanta l’analisi bioenergetica. E l’ha basata sulla tesi dell’identità funzionale tra l’atteggiamento fisico di una persona e la struttura del suo io, evidenziando come l’organismo umano funzioni come un tutto e i versanti psichico e somatico rappresentino funzioni solo apparentemente indipendenti ma di fatto strettamente correlate della funzione energetica globale.

Insomma, in accordo con le moderne riflessioni nate dalla fisica quantistica e con la crescente necessità di un approccio olistico all’uomo, noi siamo energia. E questa energia connette la “mente che mente” a un corpo che spesso ne subisce le forzature. Dolori e blocchi si concentrano a livello cervicale e lombare, sulle ginocchia e le spalle in assenza di attività professionali o sportive che ne giustifichino la nascita e la persistenza. E ci chiediamo perché. Secondo l’approccio bioenergetico, le tensioni muscolari croniche rappresentano la controparte fisica di conflitti psichici: attraverso di esse questi conflitti si strutturano nel corpo sotto forma di blocchi energetici, restrizione del respiro e limitazione della motilità.

Si tratta di tensioni che si sviluppano nei primi anni di vita e che in seguito si cronicizzano diventando parte inconsapevole della struttura corporea.

E del nostro modo di essere. Non sappiamo da dove nascono e come potercene liberare. Ma nel problema è anche la soluzione perché queste stesse tensioni aiutano il terapeuta a capire la natura del problema da risolvere e su queste tensioni lavorerà insieme al paziente usando una serie di tecniche di respirazione, esercizi a corpo libero o con vari attrezzi unitamente al colloquio di analisi del carattere al fine di ottenere un cambiamento positivo e durevole della personalità. In altre parole per consentire alla persona di tornare integra, un essere vitale capace di respirare profondamente, sentire pienamente, muoversi ed esprimersi in modo naturale, completo e armonico, rimanendo in contatto con se stesso e con la realtà, consapevole e padrone delle proprie emozioni.

Al di fuori dell’ambito terapeutico, gli esercizi bioenergetici vengono utilizzati per sentire meglio il proprio corpo e diventare più consapevoli delle sue tensioni. Si lavora sul movimento e sulla respirazione per favorirne il rilascio e sbloccare l’energia. Il corpo ne esce più libero, i movimenti sono più fluidi, la respirazione più profonda e l’aumentata vitalità si unisce a un maggior benessere sia muscolare che emozionale.

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