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Anti-aging: una mente giovane esercita il sorriso

di Francesca Tozzi

La capacità di ridere degli inciampi del quotidiano, così come quella di non prendersi troppo sul serio unitamente a un atteggiamento mentale positivo allunga la vita e ne aumenta la qualità anche perché favorisce la mente in chiave anti-aging. Non serve tenere sempre impegnato il cervello, cimentarsi in rompicapi e fare esercizi per rinforzare la memoria se si è costante preda dell’ansia e della negatività.

Lo conferma uno studio recentemente presentato all’Experimental Biology Meeting di San Diego e ripreso dai neuropsicologi di Assomensana, associazione non profit impegnata nello sviluppo e potenziamento delle abilità mentali. «Gli autori della ricerca sono partiti dal presupposto che il cortisolo, l’ormone dello stress, a una certa età può danneggiare l’apprendimento e la memoria» spiega il professor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente dell’associazione. Tenere bassi i livelli di questo ormone è possibile con un adeguato stile di vita – un mix di alimentazione corretta, vita sociale, attività fisica costante, rispetto della naturale alternanza sonno-veglia – e grazie a un allenamento mentale fatto di piccoli gesti quotidiani, esercizi che possono anche sembrare ridicoli o banali ma che hanno mostrato una loro efficacia. Eccone qualche esempio, suggerito dagli esperti di Assomensana:

  1.  Abituarsi a trovare almeno due spiegazioni “alternative e bizzarre” ai diversi eventi
  2. Giocare a eliminare dal proprio lessico le parole negative come “no”, “non”, “senza”, “nessuno”, “negativo”, “pochino”, “dramma”, “disastro”, “tragedia”, cercando di spiegare lo stesso concetto con un linguaggio costituito da parole dal contenuto positivo come “certamente”, “con piacere”, “grande”, “favorevole”, “d’accordo”
  3. Rievocare una situazione divertente e ripensarla nei minimi dettagli, ricordando anche come ci si sentiva in quei momenti, senza fare altre riflessioni o esprimere giudizi
  4. Guardarsi allo specchio e fare cinque facce strane, mantenendole per 10 secondi ciascuna
  5. Mettere una matita tra i denti e guardarsi allo specchio per 20 secondi: l’attivazione della muscolatura facciale, costretta ad assumere l’atteggiamento del sorriso, è sufficiente per comunicare al cervello che stiamo sorridendo, modificando positivamente lo stato d’animo
  6. Circondarsi di persone positive e divertenti, entrando in sintonia con il loro modo di esprimersi
  7. Quando si guarda una fotografia, immaginare tre possibili interpretazioni buffe che possono spiegare la situazione rappresentata
  8. Scegliere una parola e associarvi cinque caratteristiche positive

Tutto questo potrà a molti sembrare una sciocchezza ma ha invece il suo bravo fondamento scientifico: «I ricercatori di San Diego hanno provato a verificare come l’ilarità influenzi i livelli di cortisolo circolanti – sottolinea il professor Iannoccari – Allo scopo, sono stati selezionati due gruppi di adulti: uno di persone sane e l’altro di soggetti affetti da diabete. Tutti i partecipanti all’esperimento hanno guardato, ogni giorno, per 20 minuti, un video divertente mentre  un gruppo di controllo non l’ha fatto. Nei diabetici, che hanno “gustato” i filmati comici, è stata rilevata la maggior riduzione dei livelli di cortisolo nel sangue, mentre negli spettatori sani si è riscontrato un miglioramento nei test di memoria. Invece gli appartenenti al gruppo di controllo non hanno manifestato miglioramenti rispetto a tutti i parametri».

Insomma, una bella risata, a cadenza quotidiana e costante, potrebbe combattere non solo lo stress ma anche i problemi di memoria e il declino mentale, come conferma il neuropsicologo: «Il meccanismo del processo è facilmente intuibile e ormai conosciuto: lo stress, e l’ormone ad esso collegato, il cortisolo, ostacolano la costruzione e l’immagazzinamento dei ricordi, riducendo così le potenzialità della memoria. Dal punto di vista scientifico, il cortisolo interferisce con il buon funzionamento delle cellule dell’ippocampo, la struttura del cervello che ha il compito di conservare i ricordi a lungo termine».

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